Cuba, capitolo 3: Habana Vieja, città in movimento

L’Avana Vecchia è il centro storico della città e va dal porto a Plaza De Armas; passeggiando perdi il senso del tempo tra fortezze, monumenti antichi, chiese e meravigliosi palazzi coloniali. Vieni travolto dal passato, dal malinconico sabor di queste strade calpestate da coloni spagnoli, schiavi, americani, mafiosi e rivoluzionari in perenne lotta tra dittatura e libertà. Guardi la gente affacciata al balcone di uno dei tanti fascinosi palazzi color pastello sgretolati dal vissuto, osservi le loro vite, ti intrufoli in qualche portone per vedere l’interno delle loro case, leggi le infinite piccole insegne dipinte a mano di circoli culturali, scuole di ballo e di poesia e ti sorprendi quando vedi un gruppo di anziani, in un giardino privato, che passano il tempo cantando e strimpellando.

Tanta bellezza e socialità baciate da una luce calda e abbagliante tolgono il respiro, specialmente quando ti capita, come è successo a me, di trovarti per caso nel bel mezzo di un festival di strada.

Travolta dall’entusiasmo dei cubani, li ho seguiti in una piazzetta sgangherata e mi sono seduta con loro sui gradoni laterali; accanto a me c’erano ragazze bellissime coperte di stracci con neonati in braccio, bambini scalzi, adolescenti, anziani, turisti … ogni genere di umanità e nazionalità, tutti in fibrillazione per l’inizio dello spettacolo.

Non credo di poter descrivere l’emozione del momento in cui sono entrate le ballerine, l’energia che si è creata, il susseguirsi di ogni genere di danza da ogni paese del mondo, moderna dal nord europa, del ventre dal mondo arabo, flamenco dalla Spagna, senza distinzione di razza e colore.

Non potevo credere che in una piazzetta qualunque del centro dell’Havana, isolata dal mondo, si potesse assistere a una performance di questo livello senza pagare il biglietto. Ero frastornata da quanta creatività, cultura e libertà si potesse vivere in quel fazzoletto di strade trasformate in un teatro a cielo aperto. Ero ipnotizzata da trampolieri, ballerini, musicisti, attori, professionisti e improvvisati, sontuosamente vestiti e truccati o nature, impegnati in complesse coreografie o semplicemente in sfide di strada dell’ultimo minuto.

Solo più tardi ho scoperto che una serie di fortunate coincidenze mi avevano portato quel pomeriggio al Festival Internacional de Danza en paisajes urbanos.

Ballerine Danza del Ventre, Avana Vecchia
Ballerine di Flamenco, Avana Vecchia
Musicisti e ballerine, Avana Vecchia
Trampolieri, Avana Vecchia
Trampolieri, primo piano, Avana Vecchia
Spettatori cubani, Avana Vecchia
Artisti di strada, Avana Vecchia

Il Festival Internacional de Danza en paisajes urbanos anima ogni anno, dal 1996, strade, case, cortili, piazzette e gli angoli più nascosti dell’Avana Vecchia per promuovere la danza.
L’obiettivo è quello di coinvolgere lo spettatore attraverso una combinazione di performance artistiche ispirate alla storia, all’architettura e al design di uno dei luoghi più belli del mondo.

Questa no stop di spettacoli, mostre, concerti, presentazioni di videoarte, corsi, workshop, conferenze contribuisce alla scoperta di nuovi talenti e allo sviluppo del patrimonio culturale della città.

L’originalità dell’evento, organizzato dalla compagnia Teatro Danza Retazos, ha consentito a Ciudad en movimiento, nel 1999, di entrare a far parte del International Circuit Cities that Dance, una rete, composta da città europee e americane, creata per favorire lo scambio di idee ed esperienze artistiche tra popoli e per preservare lingue e culture diverse.

Leggendo gli obiettivi del festival, tra le righe del sito dell’organizzazione (www.danzateatroretazos.cu), si può respirare un po’ dello spirito cubano:

“Valorizzare il patrimonio artistico e culturale del Centro Storico dell’Avana e dell’identità cubana e universale. Motivare le compagnie alla creazione coreografica ispirata agli spazi architettonici in cui si svolge l’evento. Promuovere l’atto artistico trasformando il passante in co-protagonista e attore dello spettacolo proposto. Favorire la creazione di nuovi spazi che incoraggino e diffondano la realizzazione coreografica come linguaggio universale.”

Credo che la bellezza di Cuba risieda tutta nella scoperta di queste perle nascoste che trasformano un semplice viaggio in un’esperienza politica e culturale. Cuba insegna a non essere indifferente, a lottare per la propria diversità, ad avere senso critico, ad essere liberi anche senza libertà perché la vita senza personalità, arte e originalità non ha sapore.

Non c’è quindi da stupirsi se l’Avana Vecchia, insieme ad altre 8 meraviglie di Cuba, è dal 1982 Patrimonio dell’Umanità.


Lostintrip

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