Cuba, capitolo 2: Havana, El Callejon De Hamel

Da slum a centro pulsante della cultura afro-cubana

L’Havana, come Dorian Grey, sembra aver fatto un patto con il diavolo per evitare che la sua incredibile bellezza sfiorisca col tempo, ma proprio come nel romanzo di Oscar Wilde, il suo ritratto nascosto in soffitta ne rivela, giorno dopo giorno, i lati oscuri e inconfessabili segreti.

Nel quartiere Cajo Hueso, abbastanza vicino al lungomare Malecon, c’è un rione popolare, chiamato Callejon De Hamel, l’ingresso è delimitato da una strana porta di pietra e come sotto l’effetto di un incantesimo non poi non oltrepassarla. L’entrata infatti è carica di simbolismo, rappresenta un tempio nella cui pietra, secondo le credenze del popolo Yoruba, è custodita l’energia degli Orisha, le divinità africane.

Porta di ingresso al Callejon De Hamel, Havana

Una volta dentro non riconosci più la città coloniale che ti sei lasciato alle spalle, sembra di trovarsi in un’area industriale di Miami, tutta casermoni colorati e palme.

Sei circondato da murales, poesie e sculture fatte con oggetti riciclati di tutti i tipi: biciclette, manichini e vasche da bagno, decorate con citazioni e disegni. Sbirciando dalle porte e finestre di alcune case può capitarti di vedere candelabri pieni di candele accese per venerare divinità a te sconosciute.

Sculture e Murales, Callejon de Hamel, Havana
Vasca da bagno, Callejon De Hamel, Havana
Vasche da bagno, “Piccolo Principe” Saint-Exupéry, Calljon de Hamel, Havana

Se capiti di domenica mattina, suonatori e ballerini in trance ti tireranno dentro il rito della rumba. Ti sentirai un pesce fuor d’acqua, circondato da locali e turisti in cerca di avventura come te, ma rimarrai stregato dal potere del ritmo catartico della musica. Potresti essere invitato da un anziano cubano vestito di bianco ad unirti alle danze e avresti l’occasione di abbandonare paure ancestrali, lasciandoti andare alle vibrazioni del momento.

Rumba, Callejon De Hamel, Havana

L’originalità di Callejon De Hamel si deve all’artista Salvador Gonzàlez Escalon, scultore, pittore e muralista cubano che ha trasformato questi 200 mt di baraccopoli degradata in una comunità culturale a cielo aperto, che racconta e promuove le origini africane dell’identità cubana ereditata dagli schiavi.

Tutto è iniziato quando un abitante del rione ha chiesto a Salvador di dipingere la sua facciata. L’artista, colpito dallo stato di abbandono e dall’alto tasso di criminalità del quartiere, ha deciso nel ’90 di farsi promotore di un progetto di riqualificazione che avrebbe trasformato queste strade in una trasgressiva galleria d’arte surrelista afro-cubana.

È nato così il primo complesso di murales e sculture ispirate alle diverse manifestazioni religiose che vengono praticate nel paese, volgarmente definite “Santeria”. Furono gli spagnoli a dare a questo genere di pratiche, frutto della fusione tra la religione cattolica e credenze africane Yoruba, questo nome, denigrandole a mere attività di stregoneria.

Callejon De Hamel è quindi diventato un must per i devoti della Santeria e non solo. Passeggiando nei vicoli si trovano santuari per il culto degli Orisha, con offerte e candele accese, ma anche rituali di religioni come il Palo Monte, la Regola di Osha, così come le allegorie alla Società Segreta Abaku.

La riscoperta, ibridazione e reintirpretazione di antichi rituali e tradizioni hanno trasformato questo spazio urbano non solo nell’aspetto ma nella vita della stessa comunità. Baraccopoli, bassa scolarizzazione e criminalità sono solo un brutto ricordo testimoniato anche dal successo di progetti di recupero sociale di persone con precedenti penali. Ogni giorno artisti, artigiani, insegnati, ballerini e musicisti animano le strade con eventi, mostre, corsi e laboratori per bambini.

Difficile capire se la magia del Callejon De Hamel sia merito della creatività di Gonzàlez, delle vibrazioni della rumba o dei riti propiziatori alle divinità dei vari culti … ma poco importa … quando entri vieni immediatamente “stregato”.

Murales, Callejon De Hamel, Havana
Lettera Murales Salvador, Callejon De Hamel, Havana

Curiosità: Il nome Hamel è dovuto a Fernando Belleau Hamel, un cittadino americano di origine franco-tedesca che acquistò terreni nella baraccopoli di Key West all’inizio del XX secolo. Lì fondò un’attività di materie prime e fonderia dove impiegò una grande comunità nera e cinese.

Lostintrip

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